"Tatiana!" Sussurrò lui. "Non temerai i terrori della notte, né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno. Mille cadranno al tuo fianco, diecimila alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire." Si fece il segno della croce, si mise a braccia conserte, e aspettò. Ripensò alle ultime parole di suo padre. Papà, ho visto le cose per le quali ho dato la vita distrutte, ma come farò a sapere se le ho ricostruite con i miei arnesi ormai logori?
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Tatiana si stese sulla slitta ma poi pensò: voglio stare seduta, non sono ancora un cadavere. Non ancora. Provò invano ad alzarsi. Rimase sdraiata su un fianco. Lui la trascinò per le strade bianche e silenziose di Leningrado. Quando ci siamo incontrati la prima volta, lui ha attraversato queste strade trasportando le mie provviste. E ora sta portando me. Avrebbe voluto tendere la mano per toccargli il lembo del cappotto. Invece si addormentò. Quando riaprì gli occhi, Alexander era accucciato accanto a lei, con la mano calda e nuda sulla sua guancia fredda e nuda.
"Tatia, vieni, siamo a casa." Morirò con la mano di Alexander sul mio viso. Non è un brutto modo di morire. Non posso muovermi. Non posso alzarmi. Chiuse gli occhi e sentì il proprio corpo andare alla deriva. All'improvviso le giunse la voce di Alexander. "Tatiana, ti amo. Mi senti? Ora alzati. Fallo per me, Tatia. Per favore, alzati e va' ad occuparti di tua sorella. Io mi occuperò di te." Le baciò la guancia. Tatiana aprì gli occhi: lui le stava molto vicino e sembrava sincero. Aveva veramente sentito quelle parole o le aveva sognate? Notte dopo notte, rivolta verso la parete, le aveva sognate, le aveva desiderate fin dai tempi della Kirov. Stava forse rimpiangendo il sole delle notti bianche?
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
"Shura, non posso sopportare il pensiero che tu possa morire", gli disse Tatiana mentre erano sdraiati sulle coperte dopo aver fatto l'amore vicino al fuoco, nel mattino coperto di rugiada.
"Non posso sopportare l'idea che tu smetta di respirare in questo mondo."
"Nemmeno io vado pazzo per quest'idea", disse Alexander e le sorrise. "Non morirò. L'hai detto tu. Tu stessa hai detto che sono nato per fare grandi cose."
"Sei davvero nato per fare grandi cose", ripeté lei, "ma sarà meglio che tu resti vivo per me, soldato, perchè io non posso andare avanti senza di te."
Quelle erano le parole che gli disse, con gli occhi fissi sul suo volto e le mani appoggiate sul suo cuore.
Lui si piegò e le baciò le lentiggini. "Non puoi andare avanti, mia regina della ruota del lago Ilmen?" Scosse la testa sorridendo. "Troverai un modo per vivere senza di me. Troverai un modo per vivere la vita di entrambi", le disse davanti al fiume Kama che scorreva dai monti Urali verso un piccolo villaggio nei boschi di pini chiamato Lazarevo, un tempo, quando erano innamorati, quando erano giovani.
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Seduta vicino a lui, sussurrava: "Voglio che tu senta la mia forza attraverso il dolore. Sono seduta qui vicino a te per infonderti il mio amore, goccia a goccia, e spero che tu mi senta e che sollevi la testa e mi sorrida ancora una volta. Riesci a sentirmi, Shura? Senti la mia presenza vitale vicino a te? Senti la mia mano sul tuo cuore che batte? La mia mano che ti dice che credo in te, credo nella tua vita eterna, credo che vivrai e avrai ali per volare sopra la morte e quando aprirai gli occhi io sarò qui. Sono qui, Alexander. Senti la mia presenza e resta vivo".
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Addio mia canzone sotto la luna e mio respiro, mie notti bianche e giorni d'oro, mia acqua fresca e mio fuoco. Addio. Che tu possa trovare conforto e una vita migliore, e quando l'alba occidentale illuminerà ancora una volta il tuo viso adorato, sii certa che quello che ho provato per te non è stato invano. Addio... E abbi fede mia dolce Tatiana.
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Né le bombe né il mio cuore spezzato mi impediranno di ricordare quel giugno di gelsomini, quando passeggiavo a piedi nudi accanto a te attraverso il Campo di Marte.
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Alexander scese con Tatiana sulla schiena, poi le mise un braccio intorno alla vita e camminarono barcollando per le strade della città. Erano passate le due del mattino. L'indomani la loro giornata sarebbe cominciata alle sei, eppure erano ancora fuori e si stringevano l'uno all'altra nelle ultime ore della notte. Lui percorse la prospettiva Nevskij con Tatiana sulla schiena, mentre
lei gli reggeva il fucile. Erano completamente soli mentre attraversavano la buia Leningrado.
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
"Tatiana" disse Alexander con la voce piena d'emozione."Ti amo"
Lei chiuse gli occhi."Grazie"sussurò.
Le sollevò il viso."Non l'ho mai sentito dire da te"
Non può essere vero,pensò lei.Ho ripetuto queste parole ogni minuto di ogni giorno,da quando ci siamo incontrati."Ti amo,Alexander"
"Dimmelo ancora"
"Ti amo!" Lo abbracciò."Ti amo da morire. Ma neanch'io te l'avevo mai sentito dire."
"Sì Tatiana. Lo avevi sentito." Lei rimase in silenzio e trattenne il fiato.Passò un minuto interminabile.
"Sai perchè lo so?"sussurrò lui.
"Perchè?"
"Perchè ti sei alzata da quella slitta"
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
"Quello non era un'arrivederci, ma un addio. Era come se una parte di lei stesse per partire con lui. non diceva addio solo a lui, ma anche a quella parte di se¨. Ecco, sembravano dirsi l'un l'altro, prendi una parte di me e vattene. Ne avrai bisogno quando non sarà rimasto nient'altro e io ne farò crescere una parte nuova. La Tania che ami sarà sempre con te. Prendila. E lui lo fece, finchè non rimase più nulla né di lei né di lui. Si lasciò inghiottire in quello spazio tiepido restituendosi all'eternità ."
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Tatiana doveva smettere di avere sentimenti. Doveva stringere i denti ancora di più. Perché non c'era più cibo. Non tremerò né indietreggerò, non abbasserò la testa. Troverò il modo di alzare gli occhi, di non lasciare entrare niente. Eccetto te, Alexander.
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
"Così credi al primo amore e non al primo bacio? Che genere di ragazza credi che sia?"
"La più carina."
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Lui non si curava dell'alba, ma guardava il viso dell'amata e lo accarezzava con una mano, mentre con l'altra la stringeva a sè. "Ho trovato il mio vero amore sulle rive del Kama."
"Io l'ho trovato in via Saltjkova-Scedrina, mentre mangiavo il gelato seduta su una panchina."
"Non mi hai trovato. Non mi stavi neanche cercando. Sono io che ti ho trovato"
Lunga pausa. "Tu mi... stavi cercando?"
"Da una vita."
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Tatiana lo abbracciò. "Non riesco a credere che ci sposeremo il giorno del mio compleanno."
"In questo modo non mi dimenticherai mai"
"Chi potrebbe dimenticarti Alexander?"
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Soldato, lascia che ti accarezzi il viso e baci le tue labbra, lasciami urlare attraverso i mari e sussurrare attraverso i prati ghiacciati della Russia quello che sento per te...
Luga, Ladoga, Leningrado, Lazarevo... Alexander, un tempo tu mi hai portata e io ora porto te. Nella mia eternità ora io porto te. Attraverso la Finlandia, attraverso la Svezia, fino in America con le mani tese, mi ergerò e mi farò avanti, destriero nero che galoppa senza cavaliere nella notte. Il tuo cuore, il tuo fucile mi conforteranno, saranno la mia culla, la mia tomba. Lazarevo stilla il tuo essere nel mio cuore, goccia d'alba al chiaro di luna, goccia del fiume Kama. Quando mi cerchi, cercami là, perchè là sarò tutti i giorni della mia vita.
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
C'è un momento, nell'eternità, che precede la scoperta delle reciproche verità. Quel semplice momento è quello che ci spinge a vivere, quello in cui ci sentiamo sull'orlo del futuro, sull'abisso dei sentimenti proibiti, prima di sapere con certezza che abbiamo amato. Prima di sapere con certezza che abbiamo amato per sempre.
~♥ Tratto da "Il Cavaliere d'inverno"
Tempo, fermati, ferma la tua inesorabile persecuzione, lasciami essere giovane ancora, lasciami essere giovane per un altro interminabile istante qui a Lazarevo con lei; concedimelo, per un altro istante; smetti di aggredire questi secondi della mia vita, fermati.
~♥ Tratto da "Tatiana & Alexander"
Niente durava in Unione Sovietica. Niente durava dentro il suo cuore.
Aveva passato gli ultimi cinque anni insieme a ragazzi che potevano morire da un momento all'altro, di fronte a lui. Morivano mentre copriva loro le spalle, mentre tentava di salvarli, mentre li riportava all'accampamento. I legami con loro erano sinceri, ma non duravano. Durante la guerra aveva capito meglio di chiunque altro quanto fosse fragile la vita.
Tatiana era sopravvissuta alla fame, aveva attraversato il Volga tra le tormente di neve, era entrata nella tenda di Alexander per mostrargli che nella sua vita c'era qualcosa di duraturo. C'era un filo che non poteva essere spezzato dalla morte, dal tempo, dalla distanza, dal dolore, dalla guerra o dal comunismo. Non si poteva spezzare, gli diceva Tatiana. Finchè io sarò viva, gli sussurrava tra le labbra, anche tu lo sarai, soldato.
Ci credeva.
~♥ Tratto da "Tatiana & Alexander"
Barrington, Leningrado, Luga, Ladoga, Lazarevo, Ellis lsland, Swietokryzst, Sachsenhausen, il deserto di Sonora, le famiglie scomparse, le madri e i padri scomparsi, sono tutti incisi nei loro animi e nei lora volti e, come la luna mercuriale, come Giove su Maui, come la galassia di Perseo con le sue stelle blu che implodono, continuano a vivere mentre i venti stellari sussurrano sugli Urali e sul Kama, sugli oceani e sulla terra, mormorando nel cielo argenteo illuminato dalla luna..
"Tatiana..."
"Alexander...".
E il Cavaliere di bronzo si è fermato.
~♥ Tratto da "Tatiana & Alexander"
Avrebbe voluto baciarla. Ma appena fuori dei gradini lei si allontanò, per quanto le era possibile senza scendere dal marciapiede. Così lontana dalle sue labbra, Tatiana gli confidò che uno dei diminutivi che preferiva era Tatia. Lui le disse che avrebbe potuto chiamarlo Shura, se voleva. Larissa non ne avuto il tempo e nessun altro l'aveva mai chiamato così. Gli occhi di Tatiana si illuninarono. Alexander la osservò allontanarsi e correre, con le braccia aperte come ali.
~♥ Tratto da "Tatiana & Alexander"
"Abbiamo trascorso tutti i nostri giorni temendo che fosse troppo bello per essere vero, Tatiana?Abbiamo sempre temuto di vivere solo 5 minuti."
"E' l'unica cosa che ciascuno di noi ha, amore mio. E vola via tutto quanto."
"Si...Ma che cinque minuti sono stati"
~♥ Tratto da "Il giardino d'Estate"
Tatiana siede sotto le palme e mangia il gelato. E' estate, è Giugno, domani è il suo compleanno. Sotto il cappello, sottovoce, canticchia una lenta e dolce melodia russa di tanto tempo fa.
Batte le palpebre e alza gli occhi dal cono,
Dall'altra parte del marciapiede, Alexander sorride. [...]
Fu quello il momento, a Leningrado, in una via deserta, in cui la sua vita divenne possibile, in cui Alexander divenne possibile. Eccolo lì, così com'era: un giovane ufficiale dell'Armata Rossa in dissolvimento, con tutti i suoi giorni senza futuro e tutti i suoi appetiti senza controllo, di pattuglia il giorno in cui per la Russia era scoppiata la guerra.
Rimase immobile con il fucile gettato sulla spalla e gli occhi sfacciati incollati addosso a lei, che mangiava il gelato, allegra, bionda, magnifica, incantevole e impegnata a cantare. La fissò, con tutta la propria inconoscibile vita davanti, ed ecco cosa pensò...
Attraverso la strada o non la attraverso?
~♥ Tratto da "Il giardino d'Estate"
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Nome: Paullina
Cognome: Handler / Simons
Anno di Nascita: 1963
Luogo di Nascita: Leningrado (URSS)
Residenza Attuale: Long Island, Stati Uniti d'America
Educazione: Ha frequentato il college a New York, in Kansas e in Inghilterra. Si è laureata in scienze politiche all'Università del Kansas
Aspirazioni: Ha sempre desiderato di essere una scrittrice
Stato civile: Sposata
Figli: 4
I suoi Autori preferiti: John Steinbeck; E.M Forster; Leo Tolstoy; P.J O'Rourke; C.S. Lewis; G.K. Chesterton
Biografia:
Paullina Handler è nata a Leningrado (URSS) nell'anno 1963. Fin dall'infanzia, il suo sogno è stato quello di diventare una scrittrice.
La sua famiglia è emigrata in America quando lei aveva solo dieci anni, nel 1973, cioè quando suo padre, dopo essere stato imprigionato per attività anti-comuniste, è riuscito ad ottenere per se e per la sua famiglia il permesso per lasciare il paese.
Quì, Paullina ha potuto studiare la lingua inglese e venire in contatto con una cultura molto diversa da quella del suo paese d'origine. Paullina ha frequentato tre diversi college, a New York, in Kansas e anche in Inghilterra.
Laureata in scienze politiche presso l'Università del Kansas, la Simons ha lavorato come giornalista in campo finanziario per il Financial News Network poi anche come traduttrice, prima di iniziare a scrivere il suo primo romanzo, intitolato "Tully" pubblicato nel 1995.
Nel 1999, per scrivere il romanzo che più d'ogni altro le avrebbe regalato la celebrità, "The Bronze Horseman", Paullina è ritornata nel suo paese nativo. Con il titolo "Il Cavaliere d'inverno", il lavoro di Paullina è arrivato in Italia nel 2000.
Attualmente, la Simons vive con il suo secondo marito, Kevin Ryan, a Long Island (New York) e ha quattro figli: Natascia, Misha, Kevin jr., e l'ultima nata Tatiana (chiamata così proprio per celebrare l'importanza che "The bronze horseman" ha avuto nella sua vita).
Sebbene il suo romanzo più celebre sia proprio questo, molti dei romanzi di Paullina sono entrati nelle liste dei best-seller internazionali di alcuni paesi, fra cui L'Australia e la Nuova Zelanda, tutti pubblicati da Flamingo o Harper Collins.
In Italia, dopo il grande successo della trilogia iniziata con "Il Cavaliere d'Inverno", si aspetta ancora di vedere se gli altri romanzi di Paullina verranno o meno tradotti e venduti.
I fans dell'autrice si augurano vivamente che questo accada presto!
Il sito ufficiale dell'autrice è: http://paullinasimons.com/
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